INTRATTENIMENTO VIOLENTO – recensione

23 aprile 2012

di Giuseppina Genovese

Storie di alienazione quotidiana in una città che non ha vie d’uscita

Nell’ambito della rassegna RomaCittàTeatro è in scena al Teatro Piccolo Eliseo dal 18 al 29 aprile 2012 Intrattenimento Violento, spettacolo già presentato due anni fa durante la manifestazione Filarmonica romana, e che ora si ripropone in una veste nuova e in parte ristrutturata, passando da quattro a tre interpreti femminili.

Tre attrici, tre donne regalano le loro voci a storie di alienazione urbana. In scena pochi oggetti: qualche bicchiere di plastica trasparente qua e là e uno sfondo coperto da un sipario strappato dai colori capitolini ocra e porpora, come i muri di Campo de’ Fiori. A dominare sulla scena è solo il corpo, un corpo che a volte nella sua purezza essenziale, altre nella sua durezza, altre volte ancora nella sua ricerca spasmodica di dolcezza, viene mostrato al pubblico che rimane ammaliato per tutti i 60 minuti della rappresentazione. La zona che Eleonora Danco vuole descrivere è quella di Roma Nord che si espande da piazza Bologna fino al Nuovo Salario, una zona grigia, buia, sommersa, dove il vocio dei suoi cittadini si confonde con il rumore dei treni e delle metro sotterranee (che però non servono ancora la superficie). Unico colore: la pubblicità che ricopre i muri, ma anche quella non è vita, non è libertà, ma l’ennesima prigione soffocante di una società che non lascia vie di fuga. Le figure che quei corpi vogliono rappresentare sono quelle tipiche, ma allo stesso tempo estranee all’immaginario collettivo: c’è la donna rana, la donna scarpa, la donna lenzuolo. Non mancano i personaggi maschili, interpretati dalle stesse tre attrici, che nella loro grettezza, nel loro slang romano sono ancora più inquietanti. Uomini squallidi, raccapriccianti, che sanno comunicare solo assumendo movenze animalesche, volgari, attraverso la masturbazione, il sesso, la violenza.
Sono tutte realtà amare, inarrestabili, coinvolgenti, ma anche affascinanti, che travolgono il pubblico come un fiume in piena. Quello che la Danco ha voluto mettere in scena, correndo il rischio di essere incompresa è un testo molto forte, potente, un testo in cui acquista alto valore il linguaggio para gestuale.

Il ritmo è nello stesso tempo doloroso, comico e irriverente, ai dialoghi si alternano dei monologhi discontinui, frammentati, le parole spezzano le frasi e le frasi i discorsi, in un lungo intreccio di vita, ricordi e incontri immaginari intervallati da una musica forte, inquinante.
Ogni attrice rappresenta poi una tappa di vita, vi è l’adolescente con la sua spensieratezza che diventa volgare nei suoi primi approcci con il sesso, la madre impietosa verso il figlio, la casalinga sola e disperata, e poi la nottambula indolente che gira per discoteche aspettando quell’ultima “pillola”.


Droga, sesso, masturbazione e omosessualità, diventano argomenti catalizzatori di un ricettario romano. Ottime le interpretazioni delle attrici sul palco: la Savino, che cambia registro e accento con grande maestria, la Lodovini, nota attrice cinematografica, la Danco che usa il corpo per dar vita ai personaggi coatti romani: si schiaffeggia, dà testate al muro, usa il microfono per amplificare i colpi, che, volti a rimarcare le parole, creano un intrattenimento poetico e violento.

Annunci

~ di eleonoradanco su settembre 4, 2012.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: