SENZA TITOLO 3, intervista pubblicata su Paese Sera

Nell’ambito della manifestazione “I solisti del teatro”, ai Giardini della filarmonica romana di Via Flaminia, il 31 luglio è di scena Eleonora Danco, una delle voci più innovative e convincenti degli ultimi anni. In “Senza titolo 3” si intrecciano due racconti teatrali e il suo cult “Nessuno ci guarda”, come spiega l’autrice a Paese Sera

Martedì l’appuntamento ai Giardini della filarmonica romana. Cosa presenti al pubblico?

La prima parte dello spettacolo prevede due miei racconti, che ho rimontato in forma di monologo, come un unico magma. Il primo, “Squartierati”, mi è stato chiesto in occasione del Festival delle letterature di Massenzio dell’anno scorso, per la serata conclusiva dedicata a Elsa Morante. È un racconto ambientato nei luoghi romani da lei narrati: il riferimento è “La storia” e la San Lorenzo sotto il bombardamento. Nel mio testo siamo nella San Lorenzo di oggi, senza però paragoni tra un prima e un dopo, rimanendo in superficie. Metto insieme le voci romane raccolte nel quartiere, che confluiscono nel personaggio che porto in scena, una donna depressa che si aggira nel quartiere dove abitava anni prima in cerca di una casa in affitto.

C’è molto di Roma in queste tue creazioni.

Anche nel secondo racconto, unito al primo. Si chiama “Basso Lazio”, ed è sempre incentrato sulla Capitale, fulcro di questa parte di “Senza titolo 3”. Qui la protagonista è Trastevere, in un triangolo che comprende anche il Circeo e la stazione Termini, con un’altra donna che stavolta si perde nei vicoli trasteverini, in conflitto con i luoghi, i doveri e i rifiuti della vita adulta. La scrittura fa parlare le vecchie di Trastevere, soffermandosi sull’architettura, sui cambiamenti e, in sostanza, su come è stata sventrata la città nel corso degli anni.

Infine, nella seconda parte dello spettacolo, troviamo “Nessuno ci guarda”, il tuo monologo sul mondo onirico dell’infanzia.

Sì, si tratta del mio testo cult, che mi è stato espressamente richiesto. E sarà un piacere proporlo anche ad un pubblico nuovo, oltre a quello che mi segue e mi apprezza: mi interessa ancora portarlo in scena. Ci saranno poi altre sorprese a seguire probabilmente, se la tempistica ce lo permette. Amo molto la brevità: vedremo se nell’ora e un quarto circa prevista riusciremo ad inserire degli scatti finali.

Non sarai sola sul palco. Insieme a te, il tuo motorino.

Si tratta di un sincero omaggio. Come scrittrice e autrice, durante il tempo che passo in sella, anche senza accorgermene, vengo sorpresa da idee, intuizioni, sensazioni. Onoro così il motorino, che è anche emblema di noi uomini contemporanei che passiamo ore e ore sui mezzi e nei posti di lavoro, e poco a casa, dormendo spesso male. Avevo pensato anche di portare sul palco i miei amici moto-muniti, ma qui il senso è: il motorino è la mia scrivania. Il mio non è un lavoro spontaneo, ma un continuo e costante architettare, rompendosi per ore i gomiti sul tavolino.

Ti sei già esibita ai Giardini della filarmonica?

È il terzo anno che vado in scena ai Giardini e ci torno volentieri dopo due anni. Un posto bellissimo a cui sono molto affezionata. Non essendo un lavoro su commissione, il luogo non ha caratteristiche particolari richieste dallo spettacolo. Si tratta di una location eccezionale, dove chi è rimasto a Roma può passare una serata diversa, in uno spazio affascinante, abbastanza raro nella nostra città, tra alberi e canne di bambù.

Cosa riserva il tuo prossimo futuro?

Debutto il 19 agosto all’interno del Magna Grecia festival col maestro Giorgio Albertazzi, che mi ha voluto a dirigere ed interpretare “Nove parti del desiderio”, un testo scritto da Heather Raffo, che parla delle donne irachene durante la guerra. Oltre a me, ci saranno Manuela Lo Sicco, protagonista di tutti i lavori di Emma Dante, Evita Ciri e Wanda Morello, una giovane straordinaria debuttante di 81 anni. Quattro donne speciali in giro per i suggestivi teatri calabresi.

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~ di eleonoradanco su settembre 5, 2012.

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